Cosa Sono i Protocolli dei Savi di Sion?

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Iniziamo subito col dire una cosa: i Protocolli dei Savi di Sion sono storicamente considerati un falso documentale. Un’opera letteraria, dunque, creata apposta per diffondere l’odio nei confronti della popolazione ebraica.

Anche se c’è ancora qualcuno che pensa alla veridicità di tali scritti…

Ci sembra comunque interessante approfondirne il contenuto, poiché rientra tra le opere utilizzate a supporto della teoria relativa all’attività degli Illuminati.

I Protocolli dei Savi di Sion

I Protocolli dei Savi di Sion sono considerati la prima opera della letteratura complottista. Il testo fu scritto tra il 1903 ed il 1905 da Sergej Aleksandrovič Nilus, che si occupò anche della diffusione in Russia delle prime copie.

Il contesto storico nel quale furono realizzati e diffusi ci aiuta a capire il motivo del successo di questo testo. Siamo in un momento di forte instabilità politica: nel 1905 viene infatti realizzata la Prima Rivoluzione Bolscevica, che preparerà il terreno per la successiva salita di Lenin al potere e la consequenziale cacciata della famiglia reale russa.

I Protocolli vengono realizzati e diffusi per volere della Okhrana, la polizia segreta russa: l’obiettivo era quello di screditare i riformatori liberali ed i rivoluzionari comunisti.

Oltre alla polizia segreta russa, a supportare la diffusione del falso furono anche le Centurie Nere, un’organizzazione monarchica sorta proprio a seguito della Rivoluzione Bolscevica. L’intento generale è di addossare la diffusione delle idee liberali ad un complotto ebraico internazionale.

L’idea è piuttosto semplice: addossare agli ebrei le colpe di tutti i problemi della Russia. La conseguenza è ancora più chiara: il movimento bolscevico è in realtà una cospirazione degli ebrei, il cui scopo è quello di dominare il mondo.

Per questo motivo, i Protocolli ebbero una rapida diffusione anche nel resto d’Europa. Nel 1921, però, il Times pubblicò una serie di articoli che stabilirono la non autenticità dei Protocolli.

La verità sui Protocolli dei Savi di Sion

Il giornalista che pubblicò questa smentita sul Times fu Philip Graves, in quell’epoca corrispondente del giornale da Costantinopoli. La prova che si tratta di un plagio viene fornita proprio dal giornalista, che scopre un’opera francese che con ogni probabilità fu utilizzata come “base” dalla quale costruire il complotto ebraico.

Quest’opera fu realizzata nel 1864 da un autore satirico francese, Maurice Joly. L’opera si intitola “Dialogo agli inferi di Machiavelli e Montesquieu” e fu scritta per contestare le attività governative dell’allora imperatore Napoleone III.

protocolli dei savi di sion

In realtà, già in Russia era stata provata la non autenticità del testo, proprio poco dopo la prima rivoluzione. Un’indagine promossa dal primo ministro Stolypin, realizzata tra il 1906 e il 1907, stabilì che l’opera fu realizzata dalla polizia segreta russa.

Le conclusioni, tuttavia, non furono rese pubbliche, nonostante anche lo Zar Nicola II ne avesse criticato la diffusione, sostenendo che “Una buona causa non può essere difesa con mezzi sporchi”.

La diffusione dell’opera

La diffusione dell’opera, quindi, continuerà, sia in Russia che nel resto del mondo. Ebbe molto successo sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. La pubblicazione negli USA fu voluta e supportata da Henry Ford, che diffuse anche degli articoli personali contro gli ebrei. Il magnate dell’industria automobilistica, tuttavia, nel 1927 fu costretto a scusarsi e ritrattò anche i propri articoli, sostenendo di “essere stato ingannato dai suoi assistenti”.

Le motivazioni della diffusione del testo in Europa sono abbastanza palesi. Hitler menzionò alcune parti dei Protocolli nel suo Mein Kampf e, una volta salito al potere, utilizzò l’opera per giustificare la persecuzione degli ebrei. I Protocolli furono addirittura inseriti come testo di studio obbligatorio nel percorso scolastico dei giovani tedeschi.

Il libro arrivò anche in Italia ed ebbe particolarmente successo negli anni 30. In particolare, a partire dal 1937 fu ristampato varie volte per merito di Giovanni Preziosi, che scrisse anche un saggio introduttivo; qui affermava che i Protocolli non erano autentici, ma contenevano delle idee e dei pensieri che avevano tuttavia riscontro nell’età contemporanea.

La Trama

Ma quali sono le idee contenute nei Protocolli? La trama è piuttosto elementare: nei 24 “protocolli” in cui si suddivide il libro, gli Anziani ebrei illustrano le modalità per arrivare al controllo del mondo e ingannare i “goyim”, ovvero i non – ebrei.

Quali sono queste modalità?

  • la diffusione delle idee liberali,
  • lo stravolgimento della morale e dei valori tradizionali,
  • il supporto della libertà di stampa,
  • il controllo delle masse tramite i media.

Cosa lega i Protocolli dei Savi di Sion agli Illuminati?

I Protocolli denunciano i fenomeni moderni, suggerendo che siano il risultato di una sorta di complotto e non la naturale conseguenza del procedere della storia. In pratica, gli ebrei utilizzerebbero la diffusione di idee liberali solo per arrivare al potere.

Tra gli strumenti per raggiungere questo scopo, ci sarebbero anche le azioni della Massoneria e degli Illuminati…

L’idea che la Massoneria e il gruppo degli Illuminati siano stati fondati dagli ebrei è di gran lunga precedente alla pubblicazione dei Protocolli. Possiamo dire che a diffondere tale teoria furono i membri della Chiesa Cattolica, contraria a questi movimenti per il loro supporto alla libertà di culto e alle idee illuministe.

Nonostante sia provata la falsità dell’opera, i Protocolli continuano a suscitare curiosità e idee di complotti. In tempi relativamente recenti, è stata diffusa un’ulteriore teoria, che supera l’antisemitismo del testo.

Gli ebrei di cui si parla sarebbero, in realtà, massoni, illuminati, membri di un’élite segreta il cui scopo sarebbe, oggi come allora, arrivare a controllare il mondo intero…

Ma sono solo tutte coincidenze…

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